Lanzarote: il vulcano, il mare ...i nostri passi

Accompagnatore: Nicola

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Presto, prima di quanto si possa prevedere, l’uomo raggiungerà Marte e navicelle di turisti spaziali potranno magari passeggiare sulla crosta del pianeta rosso. Nell’attesa, ci si può… allenare a  Timanfaya, il parco vulcanico per eccellenza di Lanzarote, dove lo strato rugoso di lava, i fiumi di «liquirizia» nera pietrificata ancora fumante e i coni dei crateri con le loro bocche screpolate
disegnano un paesaggio appunto fantascientifico.Ancora non si sa se su Marte ci sia vita ma a Lanzarote di sicuro i contadini sono rabdomanti, maghi capaci di cavare acqua… dai lapilli della cenere, catturando quell’umidità notturna necessaria per far crescere cipolle, squisite patate e soprattutto l’uva fatta
maturare nei socos, mezzelune che punteggiano come tanti ferri di cavallo il paesaggio de La Geria regalando agli isolani una malvasia delicata.

Se Lanzarote ha conservato la sua anima senza cedere alle forzature del turismo di massa, lo deve al suo «giardiniere», come veniva soprannominato l’artista locale Cesar Manrique che dopo avere studiato e lavorato a Madrid e New York, scelse di tornare a casa per fare dell’isola vulcanica la sua opera d’arte in mezzo all’oceano

Partenza: 12/11/2024

Ritorno: 19/11/2024

700 € - volo escluso- Aereoporto di partenza Bergamo

Posti disponibili: 3

Stanziale

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